Ci stanno rubando l’acqua!

La maggioranza del sindaco Vicenzi, lo scorso 29 ottobre, ha approvato l’adesione al consorzio provinciale denominato ATO (Ambito Territoriale Ottimale) approvando di fatto la privatizzazione dell’acqua.

Sostanzialmente con questa delibera il sindaco di Albissola ha accettato passivamente il principio che il servizio idrico possa venire sottratto alle comunità locali e ai cittadini, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi economici delle multinazionali. L’acqua è il nuovo grande business per i privati e a farne le spese saremo noi tutti grazie all’aumento delle bollette idriche.

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Mentre nel silenzio assoluto la maggioranza Vicenzi ha approvato la privatizzazione dell’acqua, in altri Comuni (Albenga, Pontinvrea, Savona, Varazze ed altri) si è innescato un forte dibattito e spesso si sono avviate iniziative per difendere l’acqua come bene pubblico.
Noi non abbiamo votato in consiglio la delibera Vicenzi e siamo l’unica realtà albissolese ad aver chiesto al Consiglio comunale, presentando una proposta di ordine del giorno datata 12 ottobre 2009, di prendere posizione a favore dei cittadini e delle loro comunità locali, di dichiarare l’acqua potabile “un bene comune e un diritto universale” e di riconoscere che il servizio idrico integrato è “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire esclusivamente in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali.



Nuova Rotta aderisce alla campagna “Appesi ad un filo d’acqua” e vogliamo promuovere ad Albissola la difesa dell’acqua pubblica attraverso una raccolta firme a sostegno dell’ordine del giorno già presentato e sopra citato. La raccolta firme inizia sabato 7 novembre nella piazza davanti al Comuna a partire dalle ore 10.

Condividiamo le osservazioni e le preoccupazioni di chi ha evidenziato che, con la costituzione dell’ATO, un bene vitale come l’acqua potabile non sarà più controllato da persone che rispondono alla comunità locale, ma sarà una ricchezza nelle mani di pochi grandi gruppi societari, senza le dovute garanzie per i territori e i loro cittadini. Questo consorzio, nel 2011, affiderà l’incarico di gestire alcuni servizi pubblici che la legge identifica come “economicamente rilevanti” a società a maggioranza privata.
Crediamo che affidare ad un soggetto privato il monopolio dell’acqua potabile per 30 anni, senza che i cittadini possano più far nulla, sia molto pericoloso, soprattutto considerando i problemi che sono sorti in condizioni analoghe in altre zone d’Italia dove la gestione “a privatizzazione spinta” ha fatto schizzare alle stelle i costi delle bollette!

Ecco perché abbiamo presentato al sindaco la proposta di modificare lo statuto comunale inserendo la frase “l’acqua potabile è un bene privo di rilevanza economica” in quanto necessario alla vita. Così definito, il servizio idrico integrato risulterebbe sottratto alle nuove disposizioni regionali e pertanto sarà possibile ottenere una gestione del servizio certamente più efficiente ma sotto il diretto controllo delle comunità locali.
Se la stessa delibera da noi proposta ad Albissola, ma anche in tante altre realtà della nostra provincia, sarà adottata da un numero sufficiente di comuni è possibile che si arrivi a soluzioni diversificate più funzionali alle varie zone geografiche e più vicine alle necessità dei cittadini.

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